Regime forfettario 2019: tassazione Iva requisiti

Regime forfettario 2019

Tutto quello che c’è da sapere sul regime forfettario 2019: cos’è, come funziona, a chi spetta, a chi conviene e cosa si paga

La scelta del regime contabile da applicare alla propria attività d’impresa, arte o professione si rivela fondamentale per il conseguimento di un risparmio d’imposta. Tale scelta dovrà effettuarsi considerando gli aspetti che caratterizzano ciascun regime fiscale in relazione agli elementi che contraddistinguono l’attività svolta. In quest’articolo ti parlerò del regime forfettario 2019: cos’è e come funziona, a chi spetta, ovvero chi accede al regime forfettario, a chi conviene, cosa cambia e cosa si paga. Una volta chiariti gli aspetti principali sarai in grado di capire quando conviene adottare il regime forfettario.

Indice

  1. Regime forfettario cos’è?
  2. Esclusioni dal regime
  3. Regime forfettario tassazione
  4. Iva e regime forfettario
  5. Adempimenti contabili e amministrativi
  6. Cosa si può scaricare nel regime forfettario: quali sono i costi?
  7. Come aderire al regime forfettario
  8. Come uscire dal regime forfettario
  9. Regime forfettario quanto dura
  10. Quando conviene il regime forfettario

Regime forfettario cos’è?

Il regime forfettario è un regime di tassazione agevolato introdotto a partire dall’anno d’imposta 2015 [1] e riservato ai contribuenti che possiedono specifici requisiti soggettivi e reddituali. Peculiarità del regime è la tassazione, di un reddito imponibile determinato tramite appositi coefficienti di redditività, con un imposta sostitutiva del 15% 0 del 5% oltre che ad una serie di semplificazioni contabili e di fatturazione. La Legge di Bilancio 2019 è intervenuta con una nuova disciplina sui requisiti di accesso al regime forfettario sostituendoli con un unico limite e ridefinendo alcune cause di esclusione dal regime [2].

Quali soggetti possono accedere

A questo punto dell’articolo ti starai molto probabilmente chiedendo se anche tu puoi accedervi. Ecco a te la risposta: puoi accedere al regime forfettario 2019 se sei una persona fisica che svolge attività d’impresa, arti o professioni. Il regime forfettario spetta infatti a ditte individuali, artigiani e liberi professionisti mentre sono escluse le società, i soci di società di persona e i soci di Srl in regime di trasparenza.

Requisito limite fatturato

Se appartieni ad una delle categorie di soggetti ammessi al regime forfettario non ti resta che verificare se possiedi il nuovo ed unico requisito di accesso 2019 che ha, senza dubbio, esteso la platea dei beneficiari al regime.

Il legislatore ha infatti innalzato a partire dall’anno d’imposta 2019 il requisito relativo al fatturato, in base al quale i ricavi o compensi del precedente anno non possono superare i 65.000 euro, indipendentemente dal tipo di attività esercitata. Il limite vale sia come requisito per il primo accesso al regime, sia in sede di valutazione annuale di permanenza per chi vi ha già aderito.

I limiti relativi alle spese per lavoro accessorio e dipendente, e per i beni strumentali del vecchio forfettario sono aboliti a partire dal 2019. Ne consegue che, con il nuovo regime forfettario si possono assumere dipendenti e collaboratori, senza limiti di spesa rispetto al passato, senza dover uscire dal regime.

Se svolgi contemporaneamente più attività, contraddistinte da differenti codici Ateco, nel calcolare la soglia dei 65.000 euro dovrai sommare i ricavi relativi alle diverse attività esercitate. Ricorda inoltre che non devi tener conto dei componenti positivi indicati nelle dichiarazioni dei redditi per migliorare il tuo profilo di affidabilità ed accedere al regime premiale, e quindi non registrati nelle scritture contabili!

Esclusioni dal regime

Ulteriori elementi da considerare per capire se puoi accedere al regime forfettario è valutare se, nel tuo caso, sono presenti condizioni che non permettano l’accesso al regime, sono infatti esclusi :

  1. i soggetti che si avvalgono di regimi speciali Iva, ad es. nel settore dell’editoria, rivendita di beni usati, agenzia di viaggio;
  2. i soggetti non residenti, tranne quelli residenti in uno stato membro UE/SEE che producono il 75% del loro reddito nel territorio italiano;
  3. chi effettua cessioni di fabbricati o sue porzioni, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi, in via esclusiva o prevalente;

Nuove cause esclusione regime forfettario

Particolare attenzione dovrai prestare alle nuove cause di esclusione dal regime forfettario 2019. In base ad esse, non possono avvalersi del regime le persone fisiche che possiedono partecipazioni in società di persone, associazioni e imprese familiari. Se possiedi tali partecipazioni e le cedi entro la fine dell’anno precedente potrai applicare il regime forfettario a partire dall’anno successivo, anche per la stessa attività.

Per l’anno 2019 precisa l’Agenzia delle Entrate che il contribuente potrà comunque applicare nell’anno 2019 il regime forfettario. La rimozione della causa ostativa e quindi la cessione della quota di partecipazione entro la fine del 2019 è richiesta a pena di fuoriuscita dal regime forfettario, a partire dall’anno successivo, ovvero 2020.

E’ fatto divieto di aderire al regime al contribuente che possiede partecipazioni di controllo, sia dirette che indirette, in società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle da lui svolte.

Nell’individuazione della causa ostativa riguardante le partecipazioni in S.r.l. assume rilevanza l’anno di applicazione del regime e non l’anno prima, poiché bisogna verificare l’attività effettivamente svolta al 31 dicembre dello stesso periodo d’imposta, indipendentemente dai codici attività.

La riconducibilità diretta o indiretta delle due attività economiche esercitate sussiste quindi se effettui cessioni di beni o prestazioni di servizi alla società a responsabilità limitata, direttamente o indirettamente controllata, che a sua volta deduce i correlativi costi dalla propria base imponibile.

Sono escluse dal regime forfettario 2019 anche le persone fisiche che svolgono la propria attività in modo prevalente, (che quindi ottengono la maggior parte dei ricavi), nei confronti del proprio datore di lavoro o ex datore/i dei due anni precedenti o di soggetti direttamente e indirettamente riconducibili a detti datori. Ne consegue che la verifica del requisito della prevalenza deve effettuarsi al termine del periodo d’imposta.

Per un approfondimento delle nuove cause ostative e chiarimenti ulteriori sul regime consulta la circolare dell’Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario tassazione

Come calcolare imponibile regime forfettario

Prima di tutto devi sapere che nel regime forfettario il tuo reddito imponibile, da sottoporre a tassazione, è calcolato non con il tradizionale metodo della differenza tra ricavi e costi. Il metodo usato è quello forfettario che prevede quindi l’applicazione di un coefficiente di redditività (compreso tra un minimo del 40% ed un massimo dell’86%) diverso a seconda dell’attività esercitata (vedi tabella in basso). Il coefficiente è applicato all’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nell’anno secondo il principio di cassa, con la possibilità di dedurre solo il costo sostenuto per i contributi previdenziali versati nell’anno d’imposta.

Coefficienti di redditività per ciascun codice ATECO

Regime forfettario aliquote

Sul reddito imponibile si applica, dunque un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive IRAP. L’imposta viene calcolata applicando al reddito imponibile un’aliquota del 15%, eccetto che per le nuove attività, start-up, che godono di un’aliquota ridotta pari al 5% , per un periodo di fruizione di 5 anni . L’agevolazione del 5% è, però, rivolta al contribuente che risponde a requisiti specifici, ovvero:

  1. non aver esercitato nei tre anni precedenti l’avvio un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  2. l’attività esercitata non deve costituire continuazione di un’attività precedente, compreso il lavoro subordinato;
  3. nel caso la nuova attività è una prosecuzione di un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei ricavi realizzati nel periodo d’imposta precedente non dev’essere superiore ai limite reddituale di 65.000 euro.

Esempio per un soggetto che svolge un attività di architetto, codice Ateco 71.11, coefficiente di redditività pari al 78%, che nell’anno consegue compensi pari a 15.000 euro, il reddito imponibile è così determinato:

REDDITO IMPONIBILE = compensi * % forfait – contributi previdenziali = 15.000 euro * 78% – 2.370 euro = 11.700 euro – 2.370 euro= 9.330 euro

IMPOSTA SOSTITUTIVA= redditto imponibile*15%= 9.330 euro * 15% = 1.399,50 euro

IMPOSTA SOSTITUTIVA RIDOTTA (per chi avvia nuove attività) = reddito imponibile* 5% = 9.330 * 5% = 466,50 euro

Le plusvalenze patrimoniali e le sopravvenienze attive non concorrono alla formazione del reddito imponibile, così come altre tipologie di proventi.

Iva e regime forfettario

Se hai aderito al regime forfettario non dovrai addebitare l’Iva di rivalsa e di conseguenza non avrai diritto alla detrazione sugli acquisti. Sarai quindi esonerato dal versamento dell’Iva e dagli altri obblighi connessi (liquidazione, dichiarazione, comunicazione annuale).

Ad eccezione dell’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali, di certificazione dei corrispettivi e l’integrazione delle fatture per le operazioni di cui risulti debitore di imposta con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, senza diritto alla detrazione.

Non devi effettuare nessuna registrazione di corrispettivi, delle fatture di acquisto e di vendita. Non devi comunicare le operazioni rilevanti ai fini Iva, né quelle effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list.

Adempimenti contabili ed amministrativi

Ulteriore semplificazione per chi applica il regime forfettario è l’esonero dall’obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Per un approfondimento sugli adempimenti contabili leggi l’articolo Scritture contabili obbligatorie regimi contabili fiscali.

A ciò si aggiunge l’esclusione di operare le ritenute alla fonte di cui al titolo III del D.P.R. 600/73 eccetto quelle sui redditi di lavoro dipendente e assimilati. Il contribuente che applica il regime forfettario è quindi tenuto, come chiarito nel decreto crescita 2019, ad effettuare le ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente e redditi assimilati a quest’ultimi.

Fatturazione

Per quanto riguarda la dicitura ovvero cosa scrivere nella fattura emessa da un contribuente in regime forfettario, il legislatore stabilisce che le fatture emesse dai contribuenti soggetti al regime agevolato devono riportare la dicitura “Operazione in franchigia da IVA” con indicazione della normativa di riferimento, cioè dell’art. 1 co. 54 – 88 della L. 23.12.2014 n. 190. Inoltre, le fatture emesse in regime forfettario sono soggette ad imposta di bollo. L’imposta è assolta con l’ applicazione di una marca da bollo di 2,00 euro se l’importo è superiore a 77,47 euro, ovviamente ciò non riguarda gli scontrini fiscali e le ricevute fiscali.

Nel regime forfettario i ricavi e i compensi non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta se il contribuente rilascia sulla fattura la dichiarazione secondo cui il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva.

Fac-simile fattura regime forfettario

Fac_simile fattura regime forfetario

Fattura elettronica

Il contribuente che opta per il regime forfettario è esonerato dall’obbligo della fatturazione elettronica, tranne nel caso in cui fatturi nei confronti della PA. Inoltre, non è obbligato a conservare elettronicamente le fatture ricevute. L’obbligo scatta infatti quando il cedente/prestatore comunica il proprio indirizzo Pec o il codice destinatario.

Cosa si può scaricare nel regime forfettario: quali sono i costi?

Nel regime forfettario la deduzione dei costi sostenuti non è ammessa poiché sostituita dall’applicazione dei coefficienti di redditività. Per tale ragione nel regime forfettario non si può scaricare l’Iva sugli acquisti. Gli unici costi direttamente deducibili sono quindi i contributi previdenziali e le perdite pregresse. Queste ultime generatesi nei periodi di imposta antecedenti a quello da cui decorre il regime forfettario. In pratica le spese vengono portate in riduzione dei ricavi con l’applicazione del relativo coefficiente di redditività.

Ad esempio se un architetto in un anno emette fatture per 15.000 euro ed applica un coefficiente di redditività pari al 78% ottiene un reddito al netto dei costi pari a 11.700 euro. La differenza tra l’ammontare del fatturato ovvero 15.000 euro e l’importo ottenuto applicando il coefficiente di redditività, 11.700 euro,, darà l’ammontare delle spese forfettariamente riconosciute pari, in questo caso, a 3.300 euro.

Come aderire al regime forfettario

Per capire la modalità di adesione al regime forfettario 2019 occorre fare una distinzione. Se hai avviato un attività e presumi che nell’anno non supererai il limite dei 65.000 euro per avvalerti del regime, devi manifestare la tua scelta di aderirvi nella dichiarazione di inizio attività (apertura partita Iva). Se la tua attività è già avviata non dovrai presentare nessuna domanda, infatti, questo è un regime “naturale”. Basterà che sussista la condizione d’accesso, salvo nel caso in cui avevi optato per il regime Iva ordinario che è vincolante per 3 anni. Chi ha scelto fino al 2018 il regime contabile ordinario e semplificato è comunque svincolato dall’opzione per volontà di legge.

Come uscire dal regime forfettario

L’ uscita dal regime forfettario deriva dalla sua disapplicazione, a seguito:

  1. del superamento del limite di fatturato o per il manifestarsi di una condizione ostativa (c.d. uscita involontaria), con decorrenza a partire dall’anno successivo e non in corso; sarai così assoggettato al regime di contabilità semplificata.
  2. dell’esercizio dell’opzione almeno triennale per il regime ordinario (c.d. uscita volontaria). Se valuti non più conveniente la permanenza nel regime forfettario puoi scegliere di applicare l’imposta sul valore aggiunto e le imposte sul reddito nei modi ordinari. Affinché la scelta sia valida dovrai adottare un comportamento concludente, ovvero impostare un sistema contabile (ordinario o semplificato), emettere fatture con applicazione dell’Iva ed effettuare le liquidazioni periodiche. L’opzione deve essere comunicata con la prima dichiarazione annuale successiva alla scelta, compilando il quadro VO e barrando l’apposito campo. La scelta è vincolante per un periodo di 3 anni. Se non comunichi la scelta in dichiarazione questa resta valida ma il mancato assolvimento dell’obbligo è punibile con sanzione (da 250 a 2.000 euro).

Regime forfettario quanto dura

Il legislatore non ha previsto un limite di durata per la permanenza nel regime forfettario, che è dunque illimitata, salvo che si superi il requisito dei 65.000 euro di ricavi o compensi annui o al manifestarsi di una causa di esclusione dal regime. Mentre è limitato alla durata di 5 anni il forfettario con aliquota al 5% prevista per i soggetti che avviano una nuova attività.

Quando conviene il regime forfettario

Il regime forfettario 2019 è tra i diversi regimi fiscali vigenti quello più conveniente per i liberi professionisti che avviano la loro attività con poche spese o investimenti. La convenienza andrebbe valutata caso per caso con il supporto di un commercialista. In linee generali si può affermare che conviene quando non si hanno spese fisse come i canoni di locazione soggetti ad Iva, se non si hanno figli o altri familiari a carico, spese relative ad immobili (interessi su mutui) e connesse agevolazioni come quelle per ristrutturazioni o per il risparmio energetico. Conviene se si hanno altri redditi come quelli fondiari, da lavoro dipendente che non si cumulano con gli altri dando luogo ad una tassazione inferiore. La convenienza riguarda anche i costi di gestione ridotti come quello del commercialista in virtù dei minori adempimenti fiscali-amministrativi che comporta.

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(C) RIPRODUZIONE RISERVATA Fiscobusiness

[1] Legge di stabilità 2015, art.1 commi da 54 a 89 L. n.190/2014

[2] Art. 1 co. 9 -10-11 L. 145/2018

Dottoressa Barbera Daniela

Ciao! Mi chiamo Daniela sono laureata in Economia e Commercio, dottore Commercialista ed Esperto Contabile con la passione per la scrittura; autore e fondatrice di fiscobusiness.it . La mia mission: fornire un supporto informativo a famiglie ed imprese nel complesso mondo del diritto tributario e societario.
Dottoressa Barbera Daniela

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