Raccomandata senza busta in plico ⋆ FiscoBusiness

Raccomandata senza busta in plico

Come fare una raccomandata senza busta e quando usarla

Sapevi che quando invii una comunicazione con lettera raccomandata in busta chiusa, il destinatario potrà contestare il suo contenuto? Ad esempio potrà dire che la busta era vuota, i fogli bianchi, alcune pagine mancanti etc. Insomma, il “furbetto” di turno potrà metterti i bastoni tra le ruote e creare molti problemi. Ma come difendersi? La soluzione è l’utilizzo della meno nota raccomandata senza busta, in plico che ha un valore legale. Adesso ti starai chiedendo ma cos’è la raccomandata senza busta in plico? E soprattutto, quando va usata?

Cos’è una raccomandata senza busta e come farla

La raccomandata senza busta o plico detta anche alla francese è un tipo di raccomandata la cui caratteristica è l’assenza della classica busta da lettera. Il foglio o i fogli da spedire vengono piegati in modo da creare un effetto busta. Ma vediamo come fare una raccomandata senza busta:

  1. piegare l’atto, la comunicazione o il documento, stampato su un foglio A4 , dividendolo in tre parti uguali lungo la sua altezza;
  2. portare e sovrapporre le due sezioni esterne, quella in alto e in basso, su quella centrale;
  3. con dei punti di spillatrice chiudere i lati e sul retro della raccomandata chiusa  scrivere, come di consueto, il mittente in alto a sinistra e il destinatario in basso a destra. Per consentire ciò l’ultima pagina della comunicazione che si sta inviando dovrà essere lasciata bianca.

La raccomandata in plico è, quindi, pronta per essere portata per la spedizione alle poste italiane.

Raccomandata senza busta quando usarla

Il ricorso alla raccomandata in formato plico ti garantisce oltre all’attribuzione di una data certa e all’attestazione dell’avvenuta spedizione, l’impossibilità del ricevente di contestare il contenuto della busta. Infatti, secondo la prevalente giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, spetterebbe al mittente dimostrarne il contenuto, ovvero l’atto o la comunicazione chiusa all’interno della busta. Si parla in questo caso di vera e propria “prova diabolica”. Ciò detto, vediamo quando andrebbe usata. La raccomandata senza busta va utilizzata per tutte quelle comunicazioni importanti per le quali si vuole evitare qualsiasi tipo di contestazione. Esistono anche dei casi espressamente richiamati dalla legge che ne richiedono l’uso, ad esempio per il ricorso in Commissione Tributaria, per la disdetta del canone RAI, ma anche in materia di locazione, per disdire contratti.

Soluzione alternativa è il ricorso alla PEC avendo l’accortezza di riprendere il contenuto dell’atto che si sta inviando al messaggio. In assenza la PEC potrà, infatti essere usata solo per provare data, giorno e ora di invio.

 

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